IL PLANTARE
In
questo argomento, l’obbiettivo principale sarà quello
di chiarire il più possibile le domande, i dubbi e le perplessità
che ci vengono rivolte più frequentemente.
Spesso,dopo aver fatto una visita dallo specialista ci si rivolge
ad un officina ortopedica con una ricetta medica, senza avere le
idee chiare né di quello che c’è scritto né
tantomeno sul da farsi.
Cercheremo quindi di offrire un’ampia panoramica di tutti
o quasi gli aspetti positivi e (alcuni) negativi dell’utilizzo
dell’ortesi plantare.
Cominceremo cercando di rispondere ad una delle domande più
importanti, che cosa è un plantare ?
L’ortesi plantare è un dispositivo medico realizzato
interamente su misura che, in generale,deve rispondere a più
necessità: da un lato correggere e/o compensare una problematica
e dall’altra essere ben tollerata dal paziente risultando
perciò leggera e soprattutto capace di migliorare la qualità
della nostra vita .
Pertanto un paio di plantari su misura, per essere tali, non potranno
essere uguali ad un altro soggetto perché diversi per anatomia,
per problematica, per età, per sudorazione, peso etc.
Quindi, ad esempio un bimbo avrà un ortesi plantare con caratteristiche
molto diverse da un soggetto adulto con l’artrite deformante.
Classificazione:
- Correttivi
- Antalgici
- Biomeccanici
Correttivi
Si intendono plantari correttivi, ortesi realizzati con lo scopo
di correggere una problematica nell’età evolutiva,
ovvero fino a quando l’apparato muscolo-tendineo-scheletrico
è in grado di rispondere a delle sollecitazioni esterne.
Appartengono a queste categorie le ortesi per il bimbo che, per
mezzo di cunei,spessori o sostegni, sono in grado di modificare,nelle
migliori delle circostanze, la presenza di alcune problematiche
come il piede piatto, la pronazione del retropiede, l’avampiede
varo, il ginocchio valgo ecc..
L’obbiettivo del plantare correttivo
L'ortesi plantare,nel bimbo ha come scopo quello di migliorare
una problematica in corso come ad esempio il piede piatto o il retropiede
valgo. Non sempre, l’obbiettivo viene raggiunto a causa di
molteplici fattori quali :
l’entita del problema : un piede piatto di I grado
ha più possibilità di correzione di un piede piatto
di III grado;
la recettività individuale : non tutti i soggetti
rispondono allo stesso modo di fronte a correzioni simili o uguali;
il tono muscolare : spesso il tono muscolare del bambino
è piuttosto lasso pertanto associare l’ortesi plantare
ad un’attività sportiva ( ad es. il nuoto ) aiuta a
migliorare i rapporti muscolo-scheletrici;
l’età : un bimbo a 4 anni ha più probabilità
di un buon esito correttivo che non a 8 o 10 anni.
Nonostante ciò,va sottolineato come l’utilizzo di
un ortesi plantare nel bimbo ha come minimo dei requisiti richiesti,
la capacità di limitare e compensare la problematica evitando
cioè un progressivo peggioramento e soprattutto ha la capacità
di mantenere una corretta postura del piede!
Antalgici
Appartengono a questa categorie le ortesi concepite a solo scopo
di ridurre, limitare o, nelle migliori ortesi, eliminare il dolore
scatenato a seguito di una problematica in corso. Sono plantari
che vengono concepiti con materiali solitamente morbidi al fine
di ammortizzare o scaricare l’urto in un determinato punto
dolente.
Vengono normalmente realizzate in soggetti con artrosi ad uno stadio
avanzato, artrite deformante, gotta , diabetici, gravi insufficienze
circolatorie o comunque in tutte quelle circostanze in cui il piede
lamenta una grave insofferenza in cui il paziente ha normalmente
superato i 60 anni d’età .
Biomeccanici
Rappresentano senza dubbio le ortesi più complesse da realizzare
sia per la complessità nella costruzione, sia per la competenza
che un tecnico ortopedico deve mettere a disposizione per aiutare
a ristabilire una corretta funzionalità del passo.
La realizzazione di un ortesi biomeccanica si avvale quindi di
uno studio approfondito valutando
Anamnesi : La storia e la sintomatologia della patologia
in corso;
Valutazioni delle eventuali instabilità articolari
: attraverso la valutazione del “range” di movimento
delle articolazioni;
Osservazione della marcia : a piede nudo il paziente viene
attentamente osservato per individuare ad “occhio” eventuali
disturbi ;
Uso della piattaforma di pressione/forza : ovvero l’utilizzo
del baropodometro computerizzato per studiare a fondo la funzionalità
del passo;
Quindi solo dopo aver ottenuto una visione completa della problematica
sarà possibile procedere alla seconda operazione : la presa
del calco del piede;
Consiste
nell’operazione più importante e delicata in quanto
solo prendendo correttamente l’impronta del piede sarà
possibile ottenere un positivo del piede il più possibile
compensato da eventuali vizi di atteggiamento .
Scopo dell’ Ortesi biomeccanica
- La sua funzione è di assorbire l’onda di shock
a cui il calcagno è sottoposto durante la prima fase di
appoggio riducendo la forza istantanea applicata;
- Normalizzare i tempi di contatto del piede al suolo rispettando
la corretta prono-supinazione del piede;
- Trasferire il peso del corpo durante il movimento del piede
modificando gli assi di movimento al fine di normalizzare la funzione
del passo.
Questi concetti vengono ripresi e approfonditi sulla voce baropodometria
.
L’obbiettivo:
- Compensare la meccanica del retropiede stabilizzando l’area
calcaneare nella posizione di “neutra sottoastragalica”
;
- Compensare la meccanica dell’avampiede in funzione della
sua correggibilità ;
- Spesso, per la presenza di dolore, sostenere o stimolare l’arco
longitudinale mediale in modo elastico e personalizzato;
- In presenza di ipercarichi su qualunque zona del piede normalizzarli
attraverso soluzioni di carico/scarico;
I Materiali :
I
materiali utilizzati sono i più disparati, vanno dall’uso
di sughero, cuoio e resine composte termoformabili per correggere,sostenere
o stabilizzare;
Schiume poliolefiniche a celle chiuse modellabili per riequilibrare
gli eccessivi picchi di forze (dovute ad esempio da cedimento delle
teste metatarsasali;
Rivestimenti con polimeri uretanici a cellule aperte,protettivi
ed ammortizzanti,che proteggono il tessuto sottocutaneo.
Quindi, un ortesi plantare avrà caratteristiche,
composizione, sostegni e scarichi diversi da dall’avampiede
al retropiede a seconda dell’obbiettivo da raggiungere.
Per maggiori informazioni potete contattare il Tecnico Ortopedico
Maurizio Raggi
Il Centro
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